L’arte di amare il proprio caos

Albert Espinosa, è forse l’Ingegnere chimico più noto al grande pubblico che al tempo di oggi si conosca. Ma non per la sua professione in “senso stretto”. Ma perché scrittore, regista, autore di teatro e televisione, non solo in Spagna, ma in tutto il Mondo.

Lusi è lo scrittore per antonomasia che tocca le generazioni. Il mondo giallo, da cui l’autore ha tratto la fiction “Braccialetti Rossi”, oltre 250.000 copie vendute, è la pietra fondandte del suo successo. Ma perché questa passione per gli scritti di Albert Espinosa? Bravura o Talento? Oppure entrambe le cose ? La seconda. E la conferma è nel suo “ Braccialetti Azzurri. Ama il tuo caos”.

Infatti qui l’autore racconta come le gnerazioni devono essere ,contemporaneamente, profonde, allegre,impegnate a vivere ogni giorno. Perché non si vive mille anni. Pensare che ogni giorno potrebbe esser anche l’ultimo. E qui apre la sua profondità, la sua capacità di vedere il sogno ed avere visione del futuro. Infatti riesce con maestria a ragionare sul cosa si farebbe se fosse “l’ultimo giorno”.

Probabilmente non si penserebbbe a come pagare una bolletta, cosa scrive un giornale, stressarsi al lavoro, piuttosto si penserebbe ad innamorarsi delle cose, ascoltare il silenzio , giocare, cantare, ridere. SI darebbe voce alla libertà dei desideri. Non alla loro vulnerabilità, ma al loro fervore. Queso non significa “fare ciò che si vuole, ma fare ciò che si sente , rispettando il mondo che ci circonda”, prendersi il proprio spazio e abitarlo. Niente di più bello che questo.

Ecco perché queste cose non si insegnano, ma si imparano. Da noi stessi in primo luogo. Perché ogni esperienza che viviamo, in primo luogo è un’avventura nel mondo fantastico che è la vita. Come tale bisogna viverla. Non solo piegandosi alle sue regole, alle norme che regolano un mondo fatto di costume ed apparenza, che spesso ci illude di esser immortali, per “addomesticarci” e controllare le nostre passioni e energie, facendoci perdere la capacità di goderci gli attimi e l’esistenza in generale.

Bisogna amare il proprio caos, ciò che ci rende diversi e che spesso non ci fa capire dagli altri. Amare le proprie contraddizioni, la rabbia il dolore, aiuta a fare di ogni esperienza una occasione da non perdere per comprendersi e potersi permettere di vivere “ l’ultimo giorno” ogni giorno , comprendendone la sua importanza e la forza che è in noi di cambiare le cose. Essere protagonisti del presente per amarsi ed amare il proprio futuro. Vivendolo con gli altri. Nella piena armonia del proprio caos. Fantastico Albert Espinosa. Ingegnere chimico, “alchimista generazionale”.

scritto da Enrico Sodano

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